Il film Blade Runner di Ridley Scott formula l’ipotesi di un modo dove gli esseri umani vivono insieme ai replicanti, androidi cioè organismi artificiali, che assomigliano in tutto e per tutto all’uomo ma hanno una vita limitata a 4 anni. I replicanti sono stati creati per sostituire l’uomo nei lavori più pesanti, pericolosi o moralmente degradanti (prostituzione).
Nel film viene inoltre introdotto il problema di distinguere l’umano dal replicante in quanto sulla terra vige il divieto di accesso ai replicanti e chi viola il divieto si trova alle calcagna gli agenti della squadra speciale denominata “Blade Runner”.
Nel film “per distinguere un replicante da un umano, il sospetto viene sottoposto ad un test per l'empatia denominato Voigt-Kampff, che consiste in un interrogatorio condotto con un dispositivo puntato sull'occhio dell'interrogato. Il replicante, di fronte alle domande pensate per suscitare un'emozione precisa nell'interrogato, tradisce la sua natura in seguito all'impossibilità, dovuta alla mancanza del bagaglio di esperienze tipico di un essere umano, di controllare le proprie emozioni. Per la riuscita del test sono infatti fondamentali i tempi di reazione alle domande.” (dalla voce “Blade Runner” su Wikipedia).
Anche in internet oggi certe aree sono riservate solo agli umani. No, non sono impazzito e non esistono (per il momento) gli androidi internauti; tuttavia esistono dei “replicanti” e si chiamano BOT (abbreviazione di robot). I BOT, come i replicanti di Blade Runner, eseguono operazioni pesanti e ricorsive al posto dell’uomo. Il rischio è che si possano sostituire all'uomo in ambiti riservati agli umani, come la creazione di account, post e commenti, su forum, blog e social network. Questi ambiti sono particolarmente "delicati" sul fronte della sicurezza informatica. Se i BOT avessero libero accesso a queste operazioni, infatti, i sistemi non sarebbero più al sicuro da spam (termine inglese che indica genericamente: “fare pubblicità indesiderata”) o attacchi malevoli (come portare al collasso un sistema inviando più richieste di quelle che è in grado di gestire).
Il test Voigt-Kampff oggi si chiama captcha e consiste nel richiedere l’inserimento di una o due parole (ciascuna fatta di lettere, numeri o insieme dei due) contenute in una immagine volutamente distorta e disturbata. Il captcha viene utilizzato come sbarramento prima della conferma di una operazione riservata agli umani. Se il test fallisce l’operazione non viene eseguita e viene inviato un messaggio di errore o un nuovo captcha da risolvere.
Con questo test si “presume” che solo un essere umano sia in grado di riconoscere la o le parole giuste, tuttavia sia il test che i sistemi (anti-captcha) che cercano di imbrogliare il test, basati sul principio del riconoscimento ottico dei caratteri (OCR, acronimo di “Optical Character Recognition”, cioè “riconoscimento ottico dei caratteri”), sono in continua evoluzione.
La battaglia dell’uomo contro i replicanti è appena iniziata.
Per un approfondimento: Google e reCaptcha.
Di cosa abbiamo parlato:
- Captcha: immagine volutamente distorta e disturbata che contiene una o due parole fatta di lettere e numeri.
- BOT: programmi utilizzati in internet.
- Spam: termine inglese che indica genericamente: “fare pubblicità indesiderata”.
- OCR: acronimo di “Optical Character Recognition” che indica i programmi di riconoscimento ottico dei caratteri utilizzati per convertire una immagine contenente un testo, in una sequenza di caratteri equivalenti.

Nessun commento:
Posta un commento