mercoledì 25 gennaio 2012

Computer: il file system (terza parte)

Negli articoli che riguardano i file abbiamo già utilizzato la metafora del magazzino per indicare il luogo dove vengono riunite le scatole (i file) e abbiamo presentato due magazzinieri FAT32 e NTFS responsabili dell'organizzazione delle scatole sugli scaffali. Ora parleremo del sistema che fa entrare ed uscire le scatole dai magazzini.

Il File System ovvero il responsabile dei magazzinieri

Un File System è un modulo presente ovunque vi siano dei dati da memorizzare in modo permanente. Questo significa che il File System è indubbiamente un modulo fondamentale di un sistema operativo (come Windows o Machintosh), ma è anche insospettabilmente presente in un telefono che memorizza i contatti sulla SIM Card e sulla memoria interna.
Vediamo ora in dettaglio alcune caratteristiche del File System.

File System Multi-formato

Un File System, come quello presente nel Sistema Operativo Windows, può essere multi-formato, cioè permette di gestire indifferentemente più formati (FAT32 o l’NTFS) in modo del tutto trasparente per l’utente. Utilizzando la metafora del magazzino si può dire che il responsabile dei magazzini permetterà all'utente di consegnare e ritirare le scatole senza preoccuparsi minimamente di come il magazzino all'intero è gestito.

Multi-formato sulla stessa unità di memoria di massa

Un File System, come quello presente nel Sistema Operativo Windows, può gestire dentro alla stessa unità di memoria di massa (per esempio un Hard Disk) diverse partizioni, cioè divisioni logiche dello spazio, che possono essere formattate ciascuna con un formato diverso. Solo una di queste partizioni sarà detta partizione primaria, le altre saranno dette secondarie.
Questa opzione è particolarmente utile quando abbiamo, ad esempio, un lettore DIVX da tavolo che legge il formato FAT32 e un Hard Disk capiente su ci vogliamo mettere sia i film a bassa risoluzione che quelli ad alta risoluzione (che normalmente sono più grossi di 4 GB e quindi gestibili solo dal formato NTFS): la soluzione è quella di creare due partizioni, una FAT32 per i film a bassa risoluzione, e una NTFS per i film ad alta risoluzione; la partizione primaria sarà quella FAT32 in modo che il File System del lettore DIVX da tavolo veda “per prima” quella.


Di cosa abbiamo parlato:
  • File System: il modulo che si occupa di leggere e scrivere in modo permanente le informazioni in supporti di memoria di massa, gestendo anche diversi formati di memorizzazione.
  • Partizione: divisione logica dello spazio dentro ad una unità di memoria di massa.
  • Partizione primaria: la partizione che verrà usata per prima dal File System.

File: posizione di un file in Internet (terza parte)

Nell'articolo precedente abbiamo parlato di percorso, cioè del modo per indicare la posizione di un file all'interno di una struttura organizzata che assomiglia ad un albero rovesciato e che parte da una radice (per esempio, C:) per arrivare, cartella dopo cartella, fino alle foglie: i file.
Ora vedremo come questi concetti si applicano ad Internet.

Percorso e posizione in Internet: il link

Il termine link è ormai entrato a far parte del linguaggio comune di Internet ed è esattamente quello che è un percorso in una unità di memoria di massa. In Internet, tuttavia, vi sono delle piccole differenze:
  1. Http o https: http è il protocollo Internet predefinito (o di default) per l'invio delle richieste in Internet, per questo motivo è facoltativo indicarlo nei link.
    Https
    , invece, indica che il protocollo è protetto (per esempio il sito Internet di una banca) e sarà quindi indicato nel link prima del dominio (esempio: https://www.unicredit.it). 
  2. Dominio: la radice non è il nome del supporto (C:, D: ecc) ma il nome di un sito internet detto anche dominio (per esempio nel link “www.fileserve.com/file/3Af4Y5n/immagine2.jpg” il dominio sarà “www.fileserve.com”). Notiamo che "www." (abbreviazione di : World Wide Web) non è un prefisso ti tutti i domini di Internet, ma fa parte del nome del dominio stesso. Per esempio it.wikipedia.org non ha il www davanti, tuttavia è un dominio Internet.
  3. Concatenatore: il carattere di concatenamento non è la barra rovescia ma la barra normale “/” (in inglese: slash).
  4. Il nome del file: in un link può non esserci indicato il nome del file. In questo caso sarà il dominio a fornirci un file predefinito (o di default).
Di cosa abbiamo parlato:
  • Http e https: protocolli di comunicazione Internet. L'http è il predefinito (default) per cui è facoltativo indicarlo nei link.
  • Dominio: la radice del percorso.
  • Concatenatore: in un link il concatenatore è la barra normale "/" (slash).
  • Default: termine inglese che può essere tradotto con "predefinito" ma che viene spesso e volentieri utilizzato in inglese per indicare tutte quelle situazioni in cui un Computer deve dare una risposta predefinita quando il richiedente non ne ha fornita una.
    Per esempio nel caso di uscita da un documento non salvato, il Computer chiederà: "Vuoi salvare i dati?" e darà l'opzione Sì (default) e No. Nel caso l'utente non scelga né Sì né No, ma prema il tasto invio, la scelta verrà demandata al Computer che userà la scelta di default, cioè il Sì.

File: FAT32 e NTFS, il vecchio e il nuovo magazziniere (quarta parte)

Nei precedenti articoli abbiamo paragonato i file a delle scatole. Ora, prima di parlare dei magazzini che immagazzinano le scatole, spendiamo una parola per conoscere più da vicino chi gestisce i magazzini: i magazzinieri.

Premessa

Questo articolo dovrebbe chiarire i problemi che si incontrano quando vogliamo vedere un film su una chiavetta USB e il lettore DIVX da tavolo si rifiuta di farcelo vedere; oppure quando il PC non ci fa mettere un film sulla chiavetta USB perché "dice" che il file è più grande di 4 GB (ma come, la chiavetta è da 8 GB quindi il file ci deve per forza stare: il PC da i numeri?).
Il primo problema è dovuto con tutta probabilità al fatto che il lettore DIVX da tavolo legge solo chiavette formattate con FAT32, il secondo è dovuto al fatto che FAT32 non supporta file più grandi di 4 GB... Quello che avete appena letto vi sembra Arabo? Allora andiamo ad incominciare.

Mi presento: sono il magazziniere FAT32

Continuando ad utilizzare la metafora del magazziniere, FAT32 è il magazziniere anziano. Chiariamo subito: FAT32 non è il suo vero nome, ma tutti lo chiamano così a causa del suo modo di immagazzinare che viene detto, appunto, FAT32.
Suo padre, FAT16, è andato in pensione da un pezzo e presto toccherà anche a FAT32 che, ormai, soffre di alcune limitazioni:
  • non riesce a gestire magazzini più grandi di 32 GB;
  • non riesce a sollevare scatole più pesanti d 4GB.

Tuttavia, essendo anziano e avendo lavorato un po’ per tutti, i produttori di chiavette USB, Hard Disk e lettori DIVX da tavolo, preferiscono ingaggiare lui piuttosto che altri.

NTFS, il nuovo magazziniere

Negli anni novanta nasce NTFS (New Technology File System) sviluppato da Microsoft per il sistema operativo Windows. Solo da pochi anni il magazziniere NTFS si è fatto conoscere e oggi i nuovi lettori DIVX da tavolo o le unità multimediali, lavorano indifferentemente sia con FAT32 che con NTFS. Il nuovo magazziniere è più forte e più efficiente del vecchio e quindi supera i limiti di FAT32 permettendo di gestire tutto lo spazio delle memorie di massa attualmente in commercio come se fossero un unico enorme magazzino. Inoltre permette di gestire scatole di qualunque peso.

Come licenziare il vecchio magazziniere

Come abbiamo detto, FAT32 o NTFS è il nome del formato (o metodo) con cui un magazziniere lavora.
Con un Computer è possibile passare facilmente dal formato FAT32 a NTFS (o viceversa) in qualsiasi momento. L’operazione di cambio formato si chiama formattazione e modifica quella che è la struttura organizzativa interna del magazzino, di conseguenza richiede che il magazzino sia vuoto. Se non lo è, tutto quello che è contenuto nel magazzino viene eliminato!

La formattazione veloce


Con la formattazione di tipo NTFS, c’è la possibilità di abilitare l’opzione di formattazione veloce: in pratica incarichiamo NTFS di non svuotare FISICAMENTE il magazzino, ma di considerare “da cancellare” tutto il vecchio contenuto che verrà quindi eliminato man mano che il magazzino si riempie con i nuovi file. Quindi potremmo avere un magazzino pieno di scatole ma il magazziniere ci dirà che è vuoto perché tutto il contenuto è indicato come “da cancellare”.
Il vantaggio della formattazione veloce è quella di farci risparmiare tempo saltando la cancellazione delle vecchie scatole nella fase di formattazione; naturalmente la fase di immagazzinamento di una nuova scatola richiederà il tempo di cancellazione della vecchia scatola prima di poterci mettere la nuova. Un secondo vantaggio sfrutta il fatto che le vecchie scatole ci sono ancora fino a quando non dovranno fare posto alle nuove e quindi se ci accorgiamo di aver erroneamente perso delle scatole importanti, c’è ancora il modo di recuperarle.

HFS+, il magazziniere della Apple

HFS+ è come NTFS, solo che è stato sviluppato dalla Apple per il sistema operativo dei suoi Computer.

Il problema: lettori DIVX da tavolo e chiavette USB

Ritornando ora al problema da cui siamo partiti:
  • se la nostra chiavetta USB non viene letta da lettore DIVX da tavolo, verifichiamo come è formattata la chiavetta. Se il formato è NTFS probabilmente il lettore è troppo vecchio e non lo riconosce: dobbiamo allora salvare il contenuto della chiavetta sul PC, formattare la chiavetta USB con FAT32 e rimetterci il contenuto.
  • se il PC ci avverte che non riesce a copiare sulla chiavetta USB un file più grande di 4 GB, verifichiamo se la chiavetta è formattata con il formato FAT32. Se è così, possiamo passare a NTFS, sempre salvando prima il contenuto della chiavetta sul PC e ripristinando i file dopo la formattazione.

Di cosa abbiamo parlato:
  • Memoria di massa: è il magazzino, cioè un supporto fisico che ha la capacità di contenere dati. Il termine è generico è abbraccia un ventaglio di supporti che va dalle chiavette USB (flash drive) agli Hard Disk, ai dischi ottici (CD, DVD, Blu-Ray Disk).
  • Unità di Memoria di massa: il termine unità si usa solo per chiarire che stiamo parlando di UN hard disk oppure UNA chiavetta USB.
  • Partizione: divisione logica dello spazio dentro ad una unica unità di memoria di massa. Ogni partizione può essere formattata in modo diverso e solo una sarà la partizione “primaria”.
  • File system: il modulo che si occupa di leggere e scrivere i dati nelle memorie di massa.
  • FAT32: il vecchio formato con i suoi acciacchi e i suoi limiti, ma supportato da tutti.
  • NTFS o HFS+: i nuovi foramti che superano i limiti di FAT32.
  • Formattazione: l’operzione di organizzazione della struttura che ospiterà i dati secondo un certo formato (es. FAT32, NTFS).
  • Formattazione veloce: è una opzione del formato NTFS che permette di risparimare tempo saltando la fase di completa cancellazione dei dati presenti nella memoria di massa prima della formattazione. Dopo la formattazione veloce la memoria di massa apparirà completamente vuota ma conterrà ancora i dati vecchi che saranno persi man mano che i dati nuovi saranno memorizzati al posto dei vecchi.

Google: quando un motore di ricerca stupisce (quarta parte)

Negli articoli precedenti abbiamo parlato di Google come di un motore di ricerca. Ma dietro la maschera sempre uguale della sua pagina principale, che cosa nasconde Google? Ricerca ed innovazione, e, ogni tanto, l'emozione di scoprire qualcosa che non ti aspettavi.

Google immagini: la ricerca avanzata

Come abbiamo già detto nell'articolo precedente, Google fornisce un risultato per dominio, e questo vale anche nella ricerca specializzata per le immagini. Anche in questo caso, comunque, esiste la possibilità di estendere la ricerca sul dominio ed esistono, inoltre, altre opzioni riferite ad una immagine:
  • Altre dimensioni: permette di cercare altre copie della stessa immagine, utile quando si cerca una locandina da abbinare ad un film che abbia una dimensione media.
  • Simili: permette di cercare immagini che "assomigliano" all'immagine di riferimento.

Google ricerca

Localizzazione: Google sa dove sei

Quando in Internet ci colleghiamo ad un sito, ci sono una serie di informazioni che il nostro browser fornisce. Senza scendere nel dettaglio tecnico diremo che da queste informazioni Google ricava la nostra posizione e utilizzerà questa informazione nella ricerca e nella esposizione dei risultati.
Un esempio? Provate a cercare "panetteria".

La copia cache

Nei primi articoli su Google, e nell'articolo sui Captcha, abbiamo già parlato dei BOT, i roBOT che invisibili e instancabili visitano e catalogano le pagine del Web. Per ogni sito visitato Google conserva anche una copia della pagina Internet da cui ricava le informazioni. Questa copia può essere visitabile dalla funzione copia cache.
Ma quale è l'utilità di una simile funzione? Beh, per i più smaliziati accedere ad una pagina che "normalmente" è bloccata da password o è inibita dal sistema di protezione di una azienda (WatchGuard) o è stata rimossa dal sito originale, è sicuramente una grossa utilità.

I sinonimi

Se in alcuni casi Google ci chiede discretamente "forse cercavi milite ignoto", se noi abbiamo digitato "mtile ignoto", in altri casi Google fornisce da solo delle alternative alla parola cercata.
Se, per esempio, digitiamo "ita" nei risultati otterremo anche la parola "Italia"; se digitiamo "usa" otterremo anche "United States" e "United States of America"; se digitiamo "subita" (subtitles italiani) il risultato sarà "sub ita" e "sub-ita"... magia!

La ricerca avanzata: per chi non si accontenta

Per chi volesse approfondire il discorso della ricerca, suggerisco una visita alla pagina di Google delle Ricerca avanzata qui.

Google e il Safesearch

Una pagina Internet o una immagine può essere offensiva? Per alcune categorie di persone sicuramente sì, per questo motivo Google ha sviluppato Safesearch, un filtro che blocca o limita i contenuti considerati offensivi. Tuttavia muovendosi Safesearch su un terreno poco oggettivo, può accadere che il contenuto bloccato non sia per niente così offensivo e, per giunta, sia proprio quello che stavamo cercando... a ciascuno la scelta, dunque, di tenere attivato oppure no il filtro Safesearch.

lunedì 23 gennaio 2012

Sicurezza: AES e il diario segreto (prima parte)

Il diario segreto

Un tempo il diario segreto si chiudeva con un lucchettino dorato e si nascondeva sotto il materasso. Oggi il diario si scrive con una applicazione di video scrittura (ad esempio Microsoft Word) e si lascia tranquillamente nella cartella “documenti” proteggendolo da occhi indiscreti con una password che ne impedisca la lettura.
Il file è al sicuro finché rimane dentro le mura domestiche in un Computer non collegato ad Internet. In tutti gli altri casi una semplice password sul documento non è sufficiente a proteggerlo. Esistono, infatti, parecchie applicazioni che danno una mano a chi "sbadatamente" ha dimenticato la password del proprio documento. Queste applicazioni si dicono di recupero password (password recovery) e sono le stesse applicazioni che possono essere utilizzate anche da coloro che non sono i proprietari del documento.

Prima di ricominciare a scrivere il diario con la penna e nasconderlo sotto il materasso, possiamo fare alcune considerazioni sulla sicurezza delle informazioni.

AES: i diari segreti della CIA

Se quello che confidiamo al diario può essere classificato come “top secret”, allora condividiamo lo stesso problema della CIA (o meglio della NSA, acronimo di National Security Agency): la protezione dei nostri dati. Come ha risolto l’agenzia per la sicurezza nazionale americana (NSA) il problema? Utilizzando la crittografia dei dati e affidandosi all’attuale metodo standard di cifratura: l’AES.

L’AES è, riprendendo l'esempio precedente, il lucchettino dorato che permette l’accesso ai dati solo a chi ha la chiave, o meglio, la parola chiave: la password.

Ma come un lucchetto può subire un attacco ed essere forzato con una cacciavite, così un file cryptato con AES può essere attaccato tentando di indovinare a tentativi la password. Questo metodo di attacco si dice attacco di forza bruta, il perchè non è difficile da indovinare. Se l’attacco riesce il file si dice forzato e il contenuto potrà essere letto in chiaro (cioè non più criptato).
La guerra tra lo spionaggio e il contro spionaggio è spietata e nel prossimo futuro ci sarà bisogno di un nuovo standard per mantenere al sicuro i dati anche nella ipotesi che l’AES non venga mai violato.

La password: la “chiave” del problema

Immaginiamo ora che il luchettino dorato sia un lucchetto con 3 cilindri come quello delle serrature a combinazione delle valigette. Un attacco di forza bruta richiederebbe, nella peggiore delle ipotesti, 1000 tentativi (da 000 a 999) per aprire la serratura (senza romperla, naturalmente). Ma basta aggiungere un cilidro alla serratura che i tentativi necessari diventano 10.000. Bene, la password funziona alla stessa maniera: più la password è lunga e causale, più è difficile da forzare.

Possiamo aver installato in casa nostra il più costoso sistema di allarme anti intrusione, ma se la password per aprire la porta principale è “1234”, la nostra casa non è affatto al sicuro. La forza di una catena si misura dal suo anello più debole e la password è un anello fondamentale della catena della sicurezza.

Lunghezza

Possiamo dire che la lunghezza minima di una password personale dovrebbe essere di almento 8 caratteri (in termini crittografici 8 caratteri corrispondono a una chiave lunga 64 bit, cioè 1 carattere = 8 bit, 8 bit x 8 caratteri=64 bit).

Casualità

La lunghezza, tuttavia, non è sufficiente. Anche utilizzando la password “precipitevolissimevolmente” un attacco di forza bruta basata sul vocabolario italiano (dictionary attack), romperebbe la protezione in poco tempo. Ecco per quale motivo è importante introdurre nella password anche dei numeri o dei caratteri non alfanumerici (es. il trattino “-” o la punteggiatura): la sicurezza della password crescerà in proporzione al numero delle combinazioni “casuali” da provare per poterla forzare.

Ma se l’attacco è fatto da tanti computer?

Difficilmente un privato riesce a far arrabbiare un cacker che gli scatena contro un attacco simultaneo da più computer. Più facilmente lo può fare una agenzia governativa Americana, soprattutto dopo che il cracker ha visto il film “Wargemes - giochi di guerra” del 1983; ecco per quale motivo i documenti “top sercet” sono protetti con metodi AES ancora più avanzati del classico AES-128 bit.
Il vostro diario segreto, quanto è segreto?

AES alla portata di tutti

WinZip

Cercando un po’ in giro si trovano diverse applicazioni che permettono di proteggere i file con lo standard AES. Per fare un esempio il WinZip (già menzionato dei post di compressione), oltre che comprimere file e directory, può criptare l’archivio compresso col metodo AES.

TrueCrypt

Più interessante, invece, è l’applicazione TrueCrypt che permette di creare un volume, cioè uno spazio di memoria criptato la cui dimensione e password sono configurabili dall’utente.
In pracia il volume altro non è che un grosso file dal contenuto criptato, che potrà essere montato solo da chi conosce la password e che, una volta che il computer verrà spento, viene automaticamente smontato, rendendo il contenuto inacessibile. I termini montare e smontare sono, in realtà, degli inglesismi del verbo to mount e to dismount, che possiamo tradurre con agganciare/sganciare o installare/rimuovere.
Una volta che TrueCrypt avrà montato il volume, lo visualizzerà nelle risorse di Windows come fosse un nuovo disco di memoria fisico (es. G:) e tutto ciò che sarà copiato nel volume sarà criptato e tutto ciò che dal volume verrà copiato all’esterno sarà decriptato, il tutto in modo totalmente trasparente per l'utente.

Un volume di TrueCrypt è quindi, un’area riservata personale dentro ad un supporto di memoria di massa di un Computer che potrebbe non essere il nostro (per esempio l’hard disk dell’ufficio).

Di cosa abbiamo parlato:
  • Applicazione di password recovery: applicazione che permette o di recuperare la password per aprire un file criptato o di forzare un file criptato.
  • protezione dei dati: scopo della crittografia.
  • AES (Advanced Encryption Standard): metodo di cifratura che richiede una password per offuscare i dati e la stessa password per de-offuscare i dati offuscati.
  • attacco: azione informatica di un hacker o cracker.
  • forzare un file criptato: rompere la protezione e riuscire a leggere in chiaro il contenuto.
  • File in chiaro: file non criptato.
  • attacco di forza bruta: un metodo di attacco che cerca di indovinare una password a tentativi (cioè in modo “brutale” o rozzo).
  • dictionary attack: attacco di forza bruta basato su un dizionario di possibili password (es. il dizionario della lingua italiana)
  • montare/smontare: termini inglesi mount/dismount, italianizzati per indicare l’azione di collegare/scollegare o installare/rimuovere su un computer, un dispositivo fisico (scherda di rete) o virtuale (file ISO visto come disco locale).
  • Volume di TrueCrypt: file criptato che una volta montato viene visto da Windows come un nuovo disco di memoria.

Google Reader: funzioni avanzate (terza parte)

In questo articolo continuiamo a parlare di Google Reader ponendo l'attenzione su alcuni aspetti avanzati.

Ma quando le informazioni sono troppe?

Per un utilizzo normale Google Reader non ha particolari problemi. Quando, invece, alcune cartelle contengono 400 o 500 elementi ogni giorno, allora può nascere la necessità di una funzione che attualmente il Reader non possiede: il filtro intelligente.

Il filtro intelligente

Il filtro intelligente nasconde gli elementi duplicati, inoltre evidenzia (o nasconde) degli elementi in base a delle frasi chiave contenute nel titolo dell'elemento. Avremo, quindi, due liste di parole:
  • Escludi: i titoli che contengono una frase (ad esempio: "gazzetta di parma" oppure "quotidiano") avranno un carattere con un colore pallido, quasi invisibile;
  • Evidenzia: i titoli che contengono una frase (ad esempio: "il sole 24" oppure "espresso") avranno un carattere con un colore evidenziato rispetto agli altri elementi.
Nel caso un elemento rientri sia nella casistica degli esclusi, sia nella casistica degli evidenziati, quest'ultima avrà la prevalenza.
Per sopperire alla mancanza della applicazione, diversi programmatori, non potendo modificare o estendere il Reader, hanno utilizzato la possibilità di estendere le funzionalità del contenitore della applicazione, cioè il browser Internet.

Google Reader Filter per Mozilla Firefox

Il Google Reader Filter è uno script, per il browser Internet Mozilla Firefox, che io utilizzo e che fa esattamente quanto richiesto ad un filtro intelligente. Naturalmente ha qualche limitazione, ma, come si dice, "a caval donato non si guarda in bocca".
Per maggiori info il link è qui.

Se il sito Internet non ha un Feed?

Ogni sito Internet con dei contenuti variabili (blog, forum, e chi ne ha più ne metta) è candidato ad avere un feed, ma non è detto che ne abbia uno oppure, se c'è, non è detto che sia facilmente accessibile.
Per risolvere questo problema ci sono due strade:
  1. Scoprire se esiste un feed nascosto: per fare questo possiamo utilizzare la normale funzione di iscrizione di Reader, ma invece che indicare nel campo il link al feed di un sito, trattiamo il campo come se fosse la ricerca di Google e digitiamo il titolo del sito. Il risultato sarà un elenco di feed che dovremo verificare e, una volta trovato, potremo procedere con l'iscrizione.
  2. Utilizzare un servizio di feed monitor di terze parti: esistono dei siti Internet che offrono gratuitamente il servizio di monitor di un sito Internet e forniscono un Feed. Un esempio è page2rss.com.

Google Reader: un ottimo Feed Reader (seconda parte)

In questo articolo continuiamo a parlare di Feed Reader focalizzando il discorso su Google Reader, non con lo scopo di fornire una guida al Feed Reader di Google, ma con l'intento di introdurre le sue principali funzionalità e farvi venire la voglia di provarlo.

Applicazione online

La prima caratteristica della applicazione Reader è che non si installa sul Computer, ma si può utilizzare solo online. I vantaggi sono i soliti vantaggi di tutte le applicazioni online e cioè:
  • Senza installazione: non richiedono installazione su computer (particolarmente utile quando il computer non è il proprio).
  • Portabilità: spostandoci su diversi computer (da quello di casa a quello del lavoro, o viceversa) ritroveremo sempre l'applicazione come l'abbiamo lasciata l'ultima volta.
  • Sicurezza: sono immuni da virus o da perdite di dati che si possono verificare per problemi sul proprio Computer.
  • Condivisione: possono essere condivise tra più utenti contemporaneamente.

Organizzazione dei feed in cartelle

Reader, oltre alla possibilità di iscriversi (o cancellarsi) da un feed, ha la possibilità di raggruppare un feed sotto una o più cartelle. Selezionando una cartella sarà quindi possibile leggere in successione tutti gli elementi di diversi feed raggruppati sotto un unico argomento.

Facciamo un esempio: mi iscrivo al feed del sito "il mio iPad", poi al feed del sito "iPad Italia" e, in fine, al feed di "Apple iPad". Le tre iscrizioni le raggruppo sotto la cartella "news iPad". Posizionandomi sulla cartella potrò leggere tutti gli elementi dei tre feed come se provenissero da una unica fonte.

Filtro degli elementi non letti

Come abbiamo già detto un Feed Reader interroga ad intervalli regolari tutti i feed a cui siamo iscritti e segnala gli elementi ancora da leggere. Una volta posizionati su un elemento nuovo, l'applicazione muta automaticamente lo stato dell'elemento, che passa da "non letto" a "letto".
Una utilissima funzionalità di Reader è quella di poter nascondere tutti gli elementi già letti e lasciare visibili solo quelli ancora da leggere. Il vantaggio è che la presentazione degli elementi è più chiara e che sarà più veloce il caricamento.

Elementi speciali

Una stellina, in testa al titolo dell'elemento, ci permette di indicare a Reader che quell'elemento e speciale. Una particolare voce del menù ci permetterà, poi, di filtrare solo gli elementi speciali.
Il vantaggio di questa funzione è quella di poter segnare un elemento che contiene una informazione che potrebbe esserci utile in un secondo momento (come un link per scaricare un file oppure un articolo che vogliamo rileggere con più calma).