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mercoledì 25 gennaio 2012

Computer: il file system (terza parte)

Negli articoli che riguardano i file abbiamo già utilizzato la metafora del magazzino per indicare il luogo dove vengono riunite le scatole (i file) e abbiamo presentato due magazzinieri FAT32 e NTFS responsabili dell'organizzazione delle scatole sugli scaffali. Ora parleremo del sistema che fa entrare ed uscire le scatole dai magazzini.

Il File System ovvero il responsabile dei magazzinieri

Un File System è un modulo presente ovunque vi siano dei dati da memorizzare in modo permanente. Questo significa che il File System è indubbiamente un modulo fondamentale di un sistema operativo (come Windows o Machintosh), ma è anche insospettabilmente presente in un telefono che memorizza i contatti sulla SIM Card e sulla memoria interna.
Vediamo ora in dettaglio alcune caratteristiche del File System.

File System Multi-formato

Un File System, come quello presente nel Sistema Operativo Windows, può essere multi-formato, cioè permette di gestire indifferentemente più formati (FAT32 o l’NTFS) in modo del tutto trasparente per l’utente. Utilizzando la metafora del magazzino si può dire che il responsabile dei magazzini permetterà all'utente di consegnare e ritirare le scatole senza preoccuparsi minimamente di come il magazzino all'intero è gestito.

Multi-formato sulla stessa unità di memoria di massa

Un File System, come quello presente nel Sistema Operativo Windows, può gestire dentro alla stessa unità di memoria di massa (per esempio un Hard Disk) diverse partizioni, cioè divisioni logiche dello spazio, che possono essere formattate ciascuna con un formato diverso. Solo una di queste partizioni sarà detta partizione primaria, le altre saranno dette secondarie.
Questa opzione è particolarmente utile quando abbiamo, ad esempio, un lettore DIVX da tavolo che legge il formato FAT32 e un Hard Disk capiente su ci vogliamo mettere sia i film a bassa risoluzione che quelli ad alta risoluzione (che normalmente sono più grossi di 4 GB e quindi gestibili solo dal formato NTFS): la soluzione è quella di creare due partizioni, una FAT32 per i film a bassa risoluzione, e una NTFS per i film ad alta risoluzione; la partizione primaria sarà quella FAT32 in modo che il File System del lettore DIVX da tavolo veda “per prima” quella.


Di cosa abbiamo parlato:
  • File System: il modulo che si occupa di leggere e scrivere in modo permanente le informazioni in supporti di memoria di massa, gestendo anche diversi formati di memorizzazione.
  • Partizione: divisione logica dello spazio dentro ad una unità di memoria di massa.
  • Partizione primaria: la partizione che verrà usata per prima dal File System.

File: posizione di un file in Internet (terza parte)

Nell'articolo precedente abbiamo parlato di percorso, cioè del modo per indicare la posizione di un file all'interno di una struttura organizzata che assomiglia ad un albero rovesciato e che parte da una radice (per esempio, C:) per arrivare, cartella dopo cartella, fino alle foglie: i file.
Ora vedremo come questi concetti si applicano ad Internet.

Percorso e posizione in Internet: il link

Il termine link è ormai entrato a far parte del linguaggio comune di Internet ed è esattamente quello che è un percorso in una unità di memoria di massa. In Internet, tuttavia, vi sono delle piccole differenze:
  1. Http o https: http è il protocollo Internet predefinito (o di default) per l'invio delle richieste in Internet, per questo motivo è facoltativo indicarlo nei link.
    Https
    , invece, indica che il protocollo è protetto (per esempio il sito Internet di una banca) e sarà quindi indicato nel link prima del dominio (esempio: https://www.unicredit.it). 
  2. Dominio: la radice non è il nome del supporto (C:, D: ecc) ma il nome di un sito internet detto anche dominio (per esempio nel link “www.fileserve.com/file/3Af4Y5n/immagine2.jpg” il dominio sarà “www.fileserve.com”). Notiamo che "www." (abbreviazione di : World Wide Web) non è un prefisso ti tutti i domini di Internet, ma fa parte del nome del dominio stesso. Per esempio it.wikipedia.org non ha il www davanti, tuttavia è un dominio Internet.
  3. Concatenatore: il carattere di concatenamento non è la barra rovescia ma la barra normale “/” (in inglese: slash).
  4. Il nome del file: in un link può non esserci indicato il nome del file. In questo caso sarà il dominio a fornirci un file predefinito (o di default).
Di cosa abbiamo parlato:
  • Http e https: protocolli di comunicazione Internet. L'http è il predefinito (default) per cui è facoltativo indicarlo nei link.
  • Dominio: la radice del percorso.
  • Concatenatore: in un link il concatenatore è la barra normale "/" (slash).
  • Default: termine inglese che può essere tradotto con "predefinito" ma che viene spesso e volentieri utilizzato in inglese per indicare tutte quelle situazioni in cui un Computer deve dare una risposta predefinita quando il richiedente non ne ha fornita una.
    Per esempio nel caso di uscita da un documento non salvato, il Computer chiederà: "Vuoi salvare i dati?" e darà l'opzione Sì (default) e No. Nel caso l'utente non scelga né Sì né No, ma prema il tasto invio, la scelta verrà demandata al Computer che userà la scelta di default, cioè il Sì.

File: FAT32 e NTFS, il vecchio e il nuovo magazziniere (quarta parte)

Nei precedenti articoli abbiamo paragonato i file a delle scatole. Ora, prima di parlare dei magazzini che immagazzinano le scatole, spendiamo una parola per conoscere più da vicino chi gestisce i magazzini: i magazzinieri.

Premessa

Questo articolo dovrebbe chiarire i problemi che si incontrano quando vogliamo vedere un film su una chiavetta USB e il lettore DIVX da tavolo si rifiuta di farcelo vedere; oppure quando il PC non ci fa mettere un film sulla chiavetta USB perché "dice" che il file è più grande di 4 GB (ma come, la chiavetta è da 8 GB quindi il file ci deve per forza stare: il PC da i numeri?).
Il primo problema è dovuto con tutta probabilità al fatto che il lettore DIVX da tavolo legge solo chiavette formattate con FAT32, il secondo è dovuto al fatto che FAT32 non supporta file più grandi di 4 GB... Quello che avete appena letto vi sembra Arabo? Allora andiamo ad incominciare.

Mi presento: sono il magazziniere FAT32

Continuando ad utilizzare la metafora del magazziniere, FAT32 è il magazziniere anziano. Chiariamo subito: FAT32 non è il suo vero nome, ma tutti lo chiamano così a causa del suo modo di immagazzinare che viene detto, appunto, FAT32.
Suo padre, FAT16, è andato in pensione da un pezzo e presto toccherà anche a FAT32 che, ormai, soffre di alcune limitazioni:
  • non riesce a gestire magazzini più grandi di 32 GB;
  • non riesce a sollevare scatole più pesanti d 4GB.

Tuttavia, essendo anziano e avendo lavorato un po’ per tutti, i produttori di chiavette USB, Hard Disk e lettori DIVX da tavolo, preferiscono ingaggiare lui piuttosto che altri.

NTFS, il nuovo magazziniere

Negli anni novanta nasce NTFS (New Technology File System) sviluppato da Microsoft per il sistema operativo Windows. Solo da pochi anni il magazziniere NTFS si è fatto conoscere e oggi i nuovi lettori DIVX da tavolo o le unità multimediali, lavorano indifferentemente sia con FAT32 che con NTFS. Il nuovo magazziniere è più forte e più efficiente del vecchio e quindi supera i limiti di FAT32 permettendo di gestire tutto lo spazio delle memorie di massa attualmente in commercio come se fossero un unico enorme magazzino. Inoltre permette di gestire scatole di qualunque peso.

Come licenziare il vecchio magazziniere

Come abbiamo detto, FAT32 o NTFS è il nome del formato (o metodo) con cui un magazziniere lavora.
Con un Computer è possibile passare facilmente dal formato FAT32 a NTFS (o viceversa) in qualsiasi momento. L’operazione di cambio formato si chiama formattazione e modifica quella che è la struttura organizzativa interna del magazzino, di conseguenza richiede che il magazzino sia vuoto. Se non lo è, tutto quello che è contenuto nel magazzino viene eliminato!

La formattazione veloce


Con la formattazione di tipo NTFS, c’è la possibilità di abilitare l’opzione di formattazione veloce: in pratica incarichiamo NTFS di non svuotare FISICAMENTE il magazzino, ma di considerare “da cancellare” tutto il vecchio contenuto che verrà quindi eliminato man mano che il magazzino si riempie con i nuovi file. Quindi potremmo avere un magazzino pieno di scatole ma il magazziniere ci dirà che è vuoto perché tutto il contenuto è indicato come “da cancellare”.
Il vantaggio della formattazione veloce è quella di farci risparmiare tempo saltando la cancellazione delle vecchie scatole nella fase di formattazione; naturalmente la fase di immagazzinamento di una nuova scatola richiederà il tempo di cancellazione della vecchia scatola prima di poterci mettere la nuova. Un secondo vantaggio sfrutta il fatto che le vecchie scatole ci sono ancora fino a quando non dovranno fare posto alle nuove e quindi se ci accorgiamo di aver erroneamente perso delle scatole importanti, c’è ancora il modo di recuperarle.

HFS+, il magazziniere della Apple

HFS+ è come NTFS, solo che è stato sviluppato dalla Apple per il sistema operativo dei suoi Computer.

Il problema: lettori DIVX da tavolo e chiavette USB

Ritornando ora al problema da cui siamo partiti:
  • se la nostra chiavetta USB non viene letta da lettore DIVX da tavolo, verifichiamo come è formattata la chiavetta. Se il formato è NTFS probabilmente il lettore è troppo vecchio e non lo riconosce: dobbiamo allora salvare il contenuto della chiavetta sul PC, formattare la chiavetta USB con FAT32 e rimetterci il contenuto.
  • se il PC ci avverte che non riesce a copiare sulla chiavetta USB un file più grande di 4 GB, verifichiamo se la chiavetta è formattata con il formato FAT32. Se è così, possiamo passare a NTFS, sempre salvando prima il contenuto della chiavetta sul PC e ripristinando i file dopo la formattazione.

Di cosa abbiamo parlato:
  • Memoria di massa: è il magazzino, cioè un supporto fisico che ha la capacità di contenere dati. Il termine è generico è abbraccia un ventaglio di supporti che va dalle chiavette USB (flash drive) agli Hard Disk, ai dischi ottici (CD, DVD, Blu-Ray Disk).
  • Unità di Memoria di massa: il termine unità si usa solo per chiarire che stiamo parlando di UN hard disk oppure UNA chiavetta USB.
  • Partizione: divisione logica dello spazio dentro ad una unica unità di memoria di massa. Ogni partizione può essere formattata in modo diverso e solo una sarà la partizione “primaria”.
  • File system: il modulo che si occupa di leggere e scrivere i dati nelle memorie di massa.
  • FAT32: il vecchio formato con i suoi acciacchi e i suoi limiti, ma supportato da tutti.
  • NTFS o HFS+: i nuovi foramti che superano i limiti di FAT32.
  • Formattazione: l’operzione di organizzazione della struttura che ospiterà i dati secondo un certo formato (es. FAT32, NTFS).
  • Formattazione veloce: è una opzione del formato NTFS che permette di risparimare tempo saltando la fase di completa cancellazione dei dati presenti nella memoria di massa prima della formattazione. Dopo la formattazione veloce la memoria di massa apparirà completamente vuota ma conterrà ancora i dati vecchi che saranno persi man mano che i dati nuovi saranno memorizzati al posto dei vecchi.

giovedì 19 gennaio 2012

Compressione: qualità o dimensione? “...questo è il problema” (terza parte)

In questo articolo continuiamo a parlare di compressione allargando il discorso al tipo lossy.

Introduzione

Nell'articolo precedente abbiamo detto che la compressione di tipo lossless è reversibile, cioè che un file A compresso in un archivio X (ad esempio un archivio di tipo RAR), una volta estratto sarà identico al file A di partenza.
  File A -> compressione -> Archivio X -> estrazione -> File A

Parliamo ora di un altro tipo di compressione. Un tipo di compressione in cui il file originale e il file compresso non sono più identici ma simili, cioè la dimensione del file compresso è diminuita in quanto ora è più povero di dati rispetto al file originale, e quello che ha perso non può più essere recuperato. Parliamo di compressione di tipo lossy

La compressione lossy

In quali circostanze una compressione con perdita di dati può essere utile?

Compressione lossy su file audio

Il formato audio .MP3 è l’esempio che tutti abbiamo sotto gli occhi di come una traccia audio originale, che solitamente è una traccia presa da un CD Audio, possa essere “impoverita” di dati dalla compressione di tipo lossy fino ad ottenere un file molto più piccolo, che tuttavia, una volta ascoltato, risulterà per la maggior parte degli orecchi quasi identico all’originale.
Come è possibile che un file audio originale in formato WAV grande 50 Mb possa essere uguale all’equivalente file MP3 di 2 Mb? Semplice: nel file MP3 sono rimaste solo quelle informazioni audio che servono all’orecchio umano medio per percepire simile le due sorgenti sonore. Alla base della logica applicata alla compressione di tipo lossy ci sono gli studi di una scienza, la psicoacustica, che in poche parole, studia il limitato spettro dei suoni che l'orecchio umano è in grado di percepire rispetto al suono esterno naturale.

Riassumendo: mentre chi produce i CD Audio originali cerca di fornire il suono HiFi, cioè il più fedele possibile rispetto alla sorgente (cioè il suono prodotto dai musicisti/cantanti), la compressione di tipo lossy (e l’MP3, in questo caso) si concentra solo su ciò che un orecchio medio riesce a sentire, e sacrifica tutto il resto.

Compressione lossy su file immagine 

Quello che è l’MP3 per l’audio lo è il JPEG per le immagini.
Anche in questo caso la compressione di tipo lossy si basa sullo studio della percezione delle immagini da parte dell’occhio medio.
Le normali fotocamere digitali applicano già una compressione di tipo lossy producendo dei file in formato JPEG. In altre parole della immagine originale la fotocamera mantiene solo le informazioni che il nostro occhio può percepire e non “ciò che ha visto il suo sensore”.
In alcuni casi, tuttavia, il formato JPEG non è sufficiente.
Le macchine fotografiche professionali sono in grado di salvare le immagini in un altro formato: il RAW. Il formato RAW (termine inglese che significa: grezzo, crudo, non elaborato) scrive fedelmente tutto ciò che il sensore è stato in grado di registrare. Tutte queste informazioni sono particolarmente utili in fase di ritocco fotografico o di elaborazione dell'immagine (per esempio con Photoshop).
Come per l’audio un file WAV è enormemente più grande del corrispettivo file MP3, così il file RAW è decisamente più grande del corrispettivo file JPEG.

Quando la compressione sacrifica la qualità

Terminiamo questo articolo con una riflessione.
Il nostro cervello è uno strumento meraviglioso: il nostro occhio guarda una sequenza di immagini statiche inviate su uno schermo ad una certa frequenza l’una dall’altra, e il nostro cervello elabora il movimento fluido di una film; oppure il nostro occhio vede sullo schermo dei piccoli quadratini che accostano differenti colori e il nostro cervello elabora una sfumatura; oppure il nostro orecchio ascolta da una radiolina gracchiante quattro violini striduli che suonano e il nostro cervello ci fa sentire una sinfonia. Questi sono solo alcuni esempi di come il nostro cervello sia in grado di “correggere” gli errori che i nostri sensi raccolgono, o filtrare una informazione rispetto al rumore che l'accompagna, o riempire i vuoti di una informazione “povera” e frammentata.

Quando tuttavia il rumore è troppo, quando le informazioni raccolte sono troppo poche, quando la frammentazione è eccessiva, anche il cervello inizia a fare fatica. Il risultato è la perdita del flusso delle informazioni.
Per fare un esempio proviamo ad aumentare la compressione di una immagine JPEG: noteremo che ad una diminuzione della dimensione del file compresso, le linee curve, che prima erano lisce, ora sono diventate seghettate; e le sfumature ora sono diventate chiazze quadrate di colore (effetto quadrettatura).

Concludendo: le estreme conseguenze della compressione di tipo lossy è la degradazione della qualità della informazione, degradazione che la rende, alla fine, del tutto inutilizzabile.

Di cosa abbiamo parlato:
  • Compressione lossy: riduzione dello spazio di uno o più file da parte di una applicazione basata sulla perdita dei dati meno significativi.
  • HiFi:  acronimo di High Fidelity (alta fedeltà).
  • RAW: termine inglese per indicare che i dati sono stati raccolti con la maggiore fedeltà possibile rispetto ad campione originale e senza ulteriori elaborazioni o ottimizzazioni.
  • file WAV: file audio di tipo HiFi.
  • file MP3: file audio compresso con metodo lossy.
  • file RAW: file immagine di tipo RAW.
  • file JPEG: file immagine compressa con metodo lossy.

lunedì 25 luglio 2011

Compressione: mettere a dieta un file chiudendo una “zip” (seconda parte)

In questo articolo continuiamo a parlare di compressione lossless, presentando alcune applicazioni per Windows.

Introduzione

Il costo della compressione/estrazione, in termini di tempo e risorse utilizzate dalla applicazione di compressione lossless, sarà sempre di più un prezzo piccolo da pagare a fronte degli enormi vantaggi in termini di risparmio di spazio sui supporti di memoria e banda nelle operazioni di carico/scarico dei file da internet.

Ma ora conosciamo da vicino una applicazione di compressione lossless così famosa da occupare un posto nel linguaggio informatico comune con l'espressione “zippare un file” (che è diventato sinonimo di comprimere un file): il WinZip.

Mi presento: sono WinZip

WinZip (dove Win è un diminutivo di Windows, il noto sistema operativo di Microsoft) è una applicazione che può essere chiamata anche familiarmente Zip. Il tipo di file, che produce l'applicazione, ha come estensione .zip ed è un archivio, nel senso che può contenere sia un file singolo che una intera struttura di directory e sotto-directory. Un archivio zip non è utilizzabile direttamente ma può essere gestito solo dalla applicazione WinZip o da Windows, se dispone di una gestione integrata.

Famoso perché?

Il rapporto di compressione è il rapporto tra la dimensione del file compresso rispetto alla dimensione del file originale (per esempio un rapporto del 75% indica che la dimensione dell'archivio compresso è un quarto rispetto al file originale).
L'applicazione WinZip è diventata famosa perché è facile da utilizzare e ha un buon rapporto tra tempo di compressione/estrazione, e un ottimo rapporto di compressione (in inglese ratio).

Ma comprimere o estrarre è solo l’inizio

WinZip può fare molto di più:
  • Pezzi più piccoli: può spezzare un archivio compresso in più file di dimensione fissa (in inglese split, italianizzato: splittare). Questa possibilità è molto utile se l’archivio compresso non ci sta in una singola chiavetta USB, e ne servono due o più. Una volta riuniti i singoli file zip in una cartella, WinZip è in grado di estrarre il contenuto senza necessità di riunire i file spezzati (in inglese join, italianizzato: fare il join dei file).
  • Protezione del contenuto con password: può criptare con password il contenuto dell’archivio compresso in modo che non sia possibile né estrarre il contenuto né accedere ai dati criptati senza conosce la password. Il nostro archivio compresso diventa quindi, a tutti gli effetti, una cassaforte di informazioni.

Il re è moto: lunga vita al RAR

Tuttavia WinZip ha lasciato il posto ad altre applicazioni di compressione che migliorano i tempi di compresione/estrazione e il rapporto di compressione.
WinRar è un esempio ma chissà che cosa ci riserverà il futuro.

ISO: la comodità di un archivio senza compressione

Spendiamo una parola per il tipo di file ISO.
Un file di tipo ISO ha le stesse caratteristiche di un archivio compresso, ma con un rapporto di compressione dello 0%. Quale è la sua utilità?
Il formato ISO è utilissimo nei casi in cui vogliamo fare una fotografia esatta dei dati contenuti in un disco (per esempio un CD o un DVD). Il file risultante non solo conterrà i file e la struttura di directory della sorgente, ma sarà proprio una immagine 1:1 della sorgente. Per questo motivo il file ISO viene comunemente chiamato immagine ISO.
Una volta creata una immagine ISO può essere utilizzata per ricreare una o più copie esatte della la fonte dati di partenza (DVD 1 -> immagine ISO -> masterizzatore -> DVD 2, 3, 4, ecc.). Inoltre, non essendo compressa, il contenuto potrà essere accessibile direttamente da alcuni programmi (per esempio un lettore multimediale).
In fine segnaliamo che WinRar è in grado di aprire ed estrarre una immagine ISO.

Di cosa abbiamo parlato:

  • Zippare un file: espressione in gergo informatico per dire “comprimere un file”.
  • WinZip: applicazione di compressione/estrazione dati.
  • .ZIP: tipo di file zip, cioè un archivio compresso dalla applicazione WinZip.
  • rapporto di compressione (inglese: ratio): rapporto in percentuale tra dimensione del file compresso e quello originale.
  • Spezzare un file o splittare (inglese: split): azione di una applicazione che è in grado di spezzare un file in tanti file più piccoli e a dimensione fissa.
  • riunire i file spezzati o fare il join (inglese: join): azione di una applicazione che, partendo da un file splittato in più file, è in grado di riunire i pezzi e ripristinare il file originale.
  • .RAR: un archivio compresso dalla applicazione WinRar.
  • .7Z: un archivio compresso dalla applicazione 7-Zip.
  • .ISO: tipo di file che contiene una fotografia esatta dei dati contenuti in un disco (es. CD, DVD, ecc.). L'immagine ISO è comoda perché tutti i dati sono contenuti in un unico file non compresso.

Compressione: Ottimizzazione dello spazio e la nuova pirofila (prima parte)

Cosa è la compressione

La signora Carla è appena rientrata dal negozio dove ha comprato una nuova pirofila. Sistema la spesa e poi apre l’armadio dove tiene le cose della cucina. Dopo un rapida occhiata capisce che non c’è abbastanza spazio per la nuova pirofila. Decide quindi di ottimizzare lo spazio per farcela stare.
Per prima cosa tira fuori tutto il contenuto dell’armadio, poi separa le cose in base alla forma (rotonda, quadrata, rettangolare, ecc.) e inizia ad incastrare gli oggetti in modo che i più grossi contengano oggetti più piccoli. Gli oggetti flessibili vengono infilati negli spazi vuoti ma, alla fine, la nuova pirofila non ci sta ancora e, inoltre, gli oggetti sono così ben incastrati, l’uno dentro all’altro, che:
  1. Il marito non troverà più niente e dovrà essere sempre la signora ad estrarre le cose;
  2. per tirare fuori gli oggetti ci vorrà più tempo di prima.

A questo punto la signora decide di sacrificare qualche cosa e inizia a pensare a cosa buttare senza sentirne la mancanza. La signora decide di buttare 3 piatti perché, dal momento che la tavola di casa è al massimo per 8 persone (tenendo un piatto nel caso uno si dovesse rompere), gli altri 3 del servizio da 12 sono superflui e nessuno si accorgerà della loro mancanza. Tolti i piatti la pirofila entra nell’armadio e la signora è felice.
Con questo racconto abbiamo parlato di compressione, cioè ottimizzazione dello spazio e di due fasi:
  1. la compressione senza perdita di dati
  2. la compressione con perdita di dati non significativi

La compressione senza perdita di dati (lossless)

La compressione è una operazione che viene fatta da un'applicazione (la signora Carla) senza perdita dei dati originali (in iglese lossless). Il risultato della compressione è un file particolare: un archivio compresso, cioè un file che in realtà è come una cartella che può contenere al suo interno uno o più file o, addirittura, una struttura di sotto cartelle e file. Come l’armadio anche l’archivio compresso non è immediatamente disponibile ma dovrà essere di nuovo l’applicazione che ha compresso a estrarre i file e renderli fruibili (così come il marito non troverà niente ma dovrà chiedere e attendere che la signora Carla tiri fuori le cose dall’armadio). La compressione ha un costo per il computer in termini di tempo e risorse utilizzate dalla applicazione di compressione.

La compressione con perdita di dati (lossy)

La perdita dei dati (in inglese lossy) è una operazione irreversibile (i piatti nella spazzatura non saranno più utilizzabili) e viene messa in atto da una applicazione (la signora Carla) sui dati ritenuti superflui e la cui mancanza non pregiudica l’utilità del file (se la signora Carla avesse sacrificato un pezzo di pirofila invece, la pirofila ci sarebbe stata nell’armadio ma non sarebbe più stata utilizzabile).
Nella compressione la seconda fase, che prevede la perdita dei dati, è accettabile solo per file con contenuto audio o visivo. Ma questa è un’altra storia.

Di cosa abbiamo parlato:
  • Compressione: ottimizzazione dello spazio di uno o più file da parte di una applicazione.
  • Estrazione: operazione inversa alla compressione.
  • Archivio compresso: file che per essere fruibile deve essere estratto dallo stessa applicazione o da una sua versione specializzata solo nella estrazione.
  • Lossless: tipo di compressione senza perdita di dati.
  • Lossy: tipo di compressione con perdita di dati.

File: dimensione e posizione (Seconda parte)

Nel precedente articolo abbiamo paragonato il file ad una scatola e abbiamo parlato dei primi particolari che saltano all’occhio. Ma ora tiriamo fuori la nostra lente di ingrandimento e giochiamo a fare Sherlock Holmes.

Dimensione

Solleviamo la scatola: interessante... ha un peso e una dimensione. Per il computer peso e dimensione sono la stessa cosa, e per quantificarli utilizza come unità di misura i grammi; infatti 1000 per il computer 1 K, come 1000 grammi sono 1 kilo. Bene, aggiungiamo dopo la “K” anche una “b” che sta per byte (termine inglese che, purtroppo, non ha un corrispettivo in lingua italiana) ed ecco fatto:

1 byte x 1000 = 1 Kb (Kappa byte)
1 Kb x 1000 = 1 Gb (Giga byte)
1 Gb x 1000 = 1 Tb (Tera byte)
1 Tb x 1000 = 1 Pb (Peta byte)

Posizione

Bene, ora mettiamo la scatola a terra e facciamo un passo indietro. Guardiamoci attorno: la scatola ha una posizione nella stanza, una certa quantità di distanza dalle pareti. Bene, un giorno interagiremo con i computer e vedremo i file rappresentati come oggetti fisici a tre dimensioni; oggi purtroppo dovremo abituarci ad un sistema rappresentativo un po’ più infantile: un albero rovesciato con la radice in alto e i rami con le foglie in basso.

Le foglie sono i file; la radice (in inglese: root) da cui si genera il tronco principale è il nome del supporto che contiene tutti i file e tutti i rami; infine i rami che partono dal tronco principale, dette anche cartelle (in inglese: directory), sono delle divisioni che raggruppano i file in maniera logica.

Il percorso

Mettendo insieme queste informazioni, partendo dalla radice fino alle foglie, si ottiene il percorso (in inglese: path) che indica la posizione assoluta di un file nel supporto.

Facciamo un esempio per chiarire.
La chiavetta USB è come un albero. La inseriamo nel Computer e questo ci fornirà il suo nome, ad esempio “D:”.
“D:”? Eh già “D:”, significa che A:, B: e C: erano già occupati e il primo posto libero era “D:”, il prossimo sarà “E:” (che fantasia eh?).
Ok, che cosa contiene D:? Una cartella che si chiama “immagini” e una che si chiama “musica”.
Entriamo nella cartella “immagini”, troviamo le cartelle “compleanni Sara” e “compleanni Dino”.
Entriamo ora nella cartella “compleanni Sara”, cosa troviamo? Le cartelle “anno 1” e “anno 2”. Entriamo nella cartella “anno 2” ed ecco finalmente i file: immagine1.jpg, immagine2.jpg e immagine3.jpg. Apriamo immagine2.jpg ed ecco il faccione di Sara.

Ora proviamo a ricordare il percorso che abbiamo fatto per arrivare ad immagine2.jpg, usando, per concatenare i vari pezzi, il carattere “\” (barra rovescia, in inglese: back slash). Il risultato sarà:
  D:\immagini\compleanni sara\anno 1\immagine2.jpg

Ecco, questo è il percorso che rappresenta la posizione assoluta del file nella chiavetta USB.

Una ultima precisazione: come in un albero vero le foglie non sono solo sui rami più esterni, così i file possono essere contenuti anche dalle cartelle intermedie e, pensate un po’, anche dalla radice.

Di cosa abbiamo parlato:
  • Dimensione: lo spazio che un file occupa nel supporto di memorizzazione.
  • Byte: termine inglese che indica l'unità di misura della dimensione dei file e dei supporti di memorizzazione.
  • Posizione: la posizione del file rispetto alla radice in una struttura rappresentata come un albero rovesciato.
  • Cartella (directory): nella struttura ad albero rovesciato rappresenta un ramo.
  • Radice (root): punto di partenza di un percorso, identificato da una lettera con i duepunti (esempio C:).
  • Percorso (path): l’indirizzo che indica la posizione di un file nella struttura ad albero, partendo dalla radice.
  • Separatori: per il percorso sul computer è la barra rovesciata (back slash).
  • Chiavetta USB: un tipo di supporto di memoria di massa.

File: la scatolina delle meraviglie (prima parte)

Ogni storia ha un inizio. Il nostro viaggio nella informatica parte da qui, ora. Signore e Signori: il file.

Cosa è un file?
Il file (termine inglese, pronuncia “fail”) è una scatola che contiene qualche cosa.

Che c’è dentro?
Boh, è chiusa, potrebbe contenere qualunque cosa!

Guardiamo bene la scatola cercando qualche indizio che ci possa aiutare.
Eccola, ce una scritta su un lato: “pippo.doc”. Ok, e ora?
Beh, ora sappiamo che:
  1. la scatola conterrà un documento perché termina con .doc;
  2. è stato come minimo un “programmatore di computer” a crearlo (solo loro usano nomi come “pippo”, “pluto” o “paperino” per dare i nomi a un file).
Bene, ora apriamo la scatola: che c’è dentro?
Boh, è piena di fogli di carta riempiti di caratteri “strani”... se è vero che la scatola contiene un documento (.doc) allora mi aspettavo di trovare dentro delle pagine con scritto qualche cosa: che è sta roba? ...è la prova definitiva che gli alieni esistono e sono in mezzo a noi?
In realtà quei fogli contengono il documento “pippo” ma sono scritte in “wordese”, che non è una lingua di qualche popolo alieno ma è un formato, cioè una lingua artificiale che esprime, oltre al testo, anche la rappresentazione grafica e altre informazioni del documento; lingua aliena o formato che sia, abbiamo comunque bisogno di un interprete, abbiamo, cioè, bisogno di una applicazione a cui consegnare il file e che lo apra e lo traduca per noi in modo da rendercelo “leggibile” e fruibile.

“Scusi, conosce una buona applicazione per leggere il mio file .doc?”
“Io no, ma lo chieda al suo computer, forse le può presentare qualcuno...”.
“Ok, proverò prima a chiderlo al computer... ma se il computer non conosce nessuno?”
“Beh, allora dovrà essere lei stesso a installare nel computer una nuova applicazione che riconosca e legga il suo .doc”.
“Scusi, un’ultima domanda: nel caso il mio computer non riconoscesse il mio .doc, mi potrebbe consigliare lei il nome di una applicazione che faccia al caso mio?”
“Ok, le voglio dare una mano: le darò un elenco minimo di tipi di file più comuni, spiegandole che cosa contengono e indicandole una eventuale applicazione che li può aprire, se il computer non è già in grado da solo di aprirli”:

Tipo file Tipo di contenuto Nome applicazione Formato
.doc Documento di testo Microsoft Word Word
.rtf Documento di testo rtf
.txt Documento di testo testo
.jpg Immagine compressa jpg
.bmp Immagine bmp
.wmv Video compresso (film, documentario, serie tv, ecc.) windows media video
.avi Video compresso (film, documentario, serie tv, ecc.) VLC Media Player avi
.mkv Video compresso (film, documentario, serie tv, ecc.) VLC Media Player Matroska
.m4v Video compresso (film, documentario, serie tv, ecc.) Apple iTunes mp4
.pdf Documento di testo/immagini (libro, rivista, ecc.) Adobe Reader pdf
.wma Audio compresso (Musica, materiale audio) windows media audio
.mp3 Audio compresso (Musica, materiale audio) mp3
.wav Audio (Musica, materiale audio) wav
.flac Audio compresso (Musica, materiale audio) VLC Media Player flac
.m4a Audio compresso (Musica, materiale audio) Apple iTunes mp4


Hai un tipo di file che non sai cosa è o non sai con cosa aprirlo? Chiedi qui www.fileinfo.com.

Di cosa abbiamo parlato:
  • File: la scatola e il suo contenuto
  • Aprire un file: chiedere al computer di rendere fruibile il contenuto del file
  • Applicazione: l’interprete che rende fruibile un file quando il computer non è in grado di farlo da solo.
  • Installare: presentare una nuova applicazione al computer; da quel momento in poi il computer sarà in grado di utilizzarlo all’occorrenza.
  • Formato di un file: la lingua informatica con cui è scritto il contenuto del file.